Navigation

Stage

Highlights

Fluorescence Imaging

KARL STORZ – Vicino infrarosso (NIR/ICG)

Scopri le nuove sfaccettature della luce!

Il sistema di fluorescenza nel vicino infrarosso (NIR/ICG) realizzato da KARL STORZ permette di visualizzare ciò che non è visibile con normale luce bianca. Il vicino infrarosso rende visibile il mezzo di contrasto ICG (verde di indocianina).

Caratteristiche particolari:

  • Adatto all’imaging con luce bianca standard e in fluorescenza
  • Modalità di fluorescenza con illuminazione dello sfondo
  • Passaggio rapido dalla modalità luce bianca alla modalità ICG e viceversa
  • Sistemi ottici per interventi in endoscopia e a cielo aperto
  • Illuminazione ed esaltazione del contrasto ottimali
Valutazione della perfusione di un tratto di intestino crasso in un paziente con carcinoma intestinale
Valutazione della perfusione di un tratto di intestino crasso in un paziente con carcinoma intestinale – Fonte: Prof. Luigi Boni, Università degli Studi dell’Insubria, Varese, Italia

La valutazione della perfusione di un tratto intestinale con il supporto del sistema di fluorescenza nel vicino infrarosso (NIR/ICG) KARL STORZ è un’operazione semplice e veloce. Il monitoraggio dell’istantanea diffusione dell’ICG nel tessuto permette di identificare facilmente le regioni ischemiche. I medici che utilizzano il sistema sono soddisfatti dei risultati ottenuti.

  • La diagnosi diretta intraoperatoria riduce la durata dell’intervento
  • Rapida valutazione della perfusione dell’area di resezione prevista
  • Le anomalie della perfusione possono essere identificate mediante l’uso di ICG ai fini della resezione
  • I “punti di repere” al di sotto della superficie del tessuto possono essere visualizzati in tempo reale
Colangiografia in fluorescenza durante colecistectomia
Colangiografia in fluorescenza durante colecistectomia – Fonte: Prof. Luigi Boni, Università degli Studi dell’Insubria, Varese, Italia

L’ICG somministrato per via endovenosa si concentra nel sistema delle vie biliari. Il sistema di fluorescenza nel vicino infrarosso KARL STORZ stimola l’ICG accumulato a rilasciare fluorescenza, permettendo di identificare rapidamente l’anatomia delle vie biliari. Premendo un pulsante è possibile alternare in modo rapido la visualizzazione in modalità luce bianca e fluorescenza ed eseguire le colecistectomie in modo semplice e rapido sia per via laparoscopica sia a cielo aperto.

  • Riduzione della durata degli interventi con l’uso di ICG rispetto alla colangiografia intraoperatoria
  • La visualizzazione delle vie biliari mediante ICG permette di distinguere con certezza il dotto cistico, il coledoco e la vena porta
  • Visualizzazione delle perdite intraoperatorie mediante ICG
  • Possibilità di integrare perfettamente chirurgia a cielo aperto e chirurgia mininvasiva utilizzando lo stesso sistema telecamera e sostituendo solo i sistemi ottici
  • La soluzione “all-in-one” consente di eseguire interventi per via endoscopica, laparoscopica o a cielo aperto
Colectomia laparoscopica del colon trasverso con linfoadenectomia assistita da fluorescenza
Colectomia laparoscopica del colon trasverso con linfoadenectomia assistita da fluorescenza – Fonte: Prof. Luigi Boni, Università degli Studi dell’Insubria, Varese, Italia

La visualizzazione dei vasi linfatici è di grande supporto in molti campi di applicazione. Il sistema di fluorescenza nel vicino infrarosso (NIR/ICG) KARL STORZ consente di visualizzare l’ICG presente nei vasi linfatici. I medici che utilizzano questa tecnica di fluorescenza apprezzano in particolar modo la possibilità di controllo visivo e la guida sotto controllo ottico.

  • Il vicino infrarosso favorisce l’individuazione intraoperatoria sia dei linfonodi sentinella sia dell’intero sistema linfatico
  • Visualizzazione non irradiante dei vasi linfatici emissari e dei linfonodi in caso di sviluppo di metastasi linfogene
  • Facilita la resezione in blocco dei linfonodi
  • Alta percentuale di risultati rispetto ai metodi consolidati di visualizzazione dei linfonodi
Anastomosi endoscopica del colon – Fonte: Prof. Luigi Boni, Università degli Studi dell’Insubria, Varese, Italia (immagine endoscopica)
Anastomosi endoscopica del colon – Fonte: Prof. Luigi Boni, Università degli Studi dell’Insubria, Varese, Italia (immagine endoscopica)

Il sistema KARL STORZ del vicino infrarosso (NIR/ICG) consente di verificare la vascolarizzazione del tratto del colon. I chirurghi laparoscopici non possono controllare l’anastomosi tramite palpazione, ma la possono verificare tramite controllo ottico. L’angiografia a fluorescenza NIR/ICG rappresenta in questo campo una soluzione intraoperativa in tempo reale.

L’angiografia a fluorescenza NIR/ICG si esegue in modo rapido e semplice: per verificare una sufficiente vascolarizzazione l’operatore identifica le zone sane dei segmenti intestinali prima della sutura con clip e ancora una volta appena dopo la realizzazione dell’anastomosi. Dopo aver iniettato intravenosamente la sostanza fluorescente ICG, illuminandolo con la luce di vicino infrarosso, si può facilmente distinguere il tessuto ben vascolarizzato da quelli delle zone ischemiche. In questo modo vegnono confermate all’operatore le zone dei segmenti intestinali ben vascolarizzati. In caso contrario il chirurgo può riposizionare l’anastomosi.

Secondo i dati del WHO (World Health Organization), nel 2012 sono morti a livello mondiale più di 694.000 persone per cancro colorettale: questo tipo di cancro è al terzo posto per frequenza. Nella maggior parte dei casi l’unica terapia possibile è un intervento chirurgico radicale.

Un’anastomosi colorettale riuscita è un fattore essenziale per la guarigione da interventi chirurgici radicali. La vascolarizzazione dei segmenti intestinali dell’anastomosi è difficile, un leckage dell’anastomosi (AL) per anastomosi coliche e rettali è del 7,2%, mentre solo per quello rettale è del 8,8%1. Questo ha per conseguenza un tasso di mortalità del 6 – 22% ed un tasso di morbidità del 56%, rispetto a pazienti senza leckage dopo un’anastomosi colorettale2.

L’angiografia a fluorescenza con vicino infrarosso KARL STORZ (NIR/ICG) consente di delimitare le aree ischemiche. Uno studio attuale3 mostra una riduzione allo 0% del rischio di leckage dell’anastomosi utilizzando durante l’operazione un sistema di imaging NIR/ICG per l’analisi della perfusione.

1. Pommergaard HC, et al. Colorectal Dis. 2014.
2. Daams F, et al. World J Gastroenterol. 2013.
3. Boni L, et al. Surg. Endos. 2015.

Fonte: Prof. Boni, Università degli Studi dell’Insubria, Varese, Italia (immagine endoscopica)

Grazie al sistema a vicino infrarosso KARL STORZ (NIR/ICG e al marker al verde di indocianina (ICG) è possibile visualizzare in modo non radioattivo ed in tempo reale l’intero sistema linfatico intorno al tumore.

Il sistema offre i seguenti vantaggi:

  • Detezione non radioattivo dei linfonodi
  • Applicazione multidisciplinare
  • Tecnologia basata sullo Xenon (non sono necessarie le misure preventive del laser)
  • Commutazione intuitiva tra luce bianca standard e modalità a fluorescenza tramite interruttore a pedale
  • I medici riportano le seguenti esperienze:
    Con il sistema NIR/ICG è possibile eseguire una linfadenectomia meno radicale e nel contempo, grazie al controllo ottico, agevolare la resezione in blocco dei linfonodi.

* Il verde di indocianina iniettato in modo intradermico nei nodi sentinelle è permesso in Italia (cancro al seno), Giappone e Russia. È necessario informarsi sulla possibilità di utilizzare ICG Off-label nel Vostro ospedale/ nel Vostro Paese.

Fonte: Prof. Cadière, Università di Saint-Pierre, Bruxelles, Belgio (immagine endoscopica)

In ginecologia conoscere ed osservare i linfonodi sentinella (SLN) è di grande importanza, per avere informazioni mediche precise sulla stadiazione tumorale e e formulare la prognosi. La detezione di SLN-tramite tracer radioattivo 99mTc è il gold standard nella chirurgia della mammella. Negli altri campi della chirurgia tumorale ginecologica si discute sui suoi vantaggi rispetto alla dissezione elettiva dei linfonodi. In questo campo l’imaging con sistema NIR a ICG può rappresentare un aiuto prezioso in qualità di nuova tecnica non radioattiva.1
Per SLN nel carcinoma dell’endometrio si hanno sinora i seguenti risultati (Tracer radioattivo 99mTc vs. ICG):

  Tracer radioattivo 99mTc ICG
Tasso detezione SLN completo SLN bilaterale Tasso detezione SLN generale SLN bilaterale
Studio 12  83 %  61 %  95,5 %  95,5 %

1 Papadia et al., Silverbroschüre, Sentinel-Lymphknotenmapping mit NIR/ICG-Fluoreszenzbildgebung bei malignen Tumoren in der Gynäkologie (ISBN 978-3-89756-931-7)
2 Imboden et al., Surg. Oncol. 2015

Fonte: Prof. Boni, Università degli Studi dell’Insubria, Varese, Italia (immagine endoscopica)

La visualizzazione con fluorescenza del sistema linfatico tramite sistema NIR/ICG di KARL STORZ viene applicata in molte discipline mediche di diverso tipo. Nella letteratura vengono riportati i seguenti esempi:

Urologia 1,2:

  • Carcinoma della prostata
  • Carcinoma del pene

Chirurgia generale 3,4:

  • Carcinoma colorettale
  • Carcinoma del pancreas
  • Carcinoma dello stomaco

1 Jeschke et al. 2012
2 Hruby et al. 2015
3 Boni et al. 2014
4 Boni et al., Silverbroschüre, NIR/ICG-Fluoreszenzbildgebung in der laparoskopischen Chirurgie (ISBN 978-3-89756-933-1)

Fonte: Dr. García Valdecasas, Hospital Clínic de Barcelona, Spagna
  • Anche per la visualizzazione del sistema linfatico in chirurgia aperta KARL STORZ offre un eccellente esoscopio: VITOM® II ICG. VITOM® II ICG si può utilizzare con il sistema NIR/ICG.
    Consente in diverse discipline mediche (ad es. in ginecologia nel carcinoma della mammella) la detezione dei linfonodi con fluorescenza anche nella chirurgia aperta
  • È possibile integrae l’esoscopio con un braccio autostatico nel campo operatorio del chirurgo
  • Per ottenere un migliore risultato si può attivare la modalità di visualizzazione SPECTRA A; il questo modo si ha un aumento del contrasto delle immagini

Diagnostica fotodinamica (PDD)

Caratteristiche particolari:

  • Sistema PDD completo, dalla diagnosi alla terapia, fi no alla post-terapia
  • Eccellente qualità dell’immagine sia con il sistema fl essibile che rigido, in entrambe le modalità – luce bianca e PDD
  • Economicamente vantaggioso, grazie alla compatibilità tra i componenti e alle soluzioni orientate alle esigenze dei clienti
  • Massima sicurezza grazie all’unità PDD-QAT

Con luce blu e con endoscopi appositamente concepiti è possibile visualizzare durante l’indagine ciò che non è visibile con una luce convenzionale.

La diagnostica fotodinamica (PDD) distingue nettamente le alterazioni maligne allo stadio precoce dal tessuto sano. A tale scopo viene introdotta endoscopicamente nel corpo una luce di particolare composizione spettrale mediante un sistema di conduzione luminosa a dispersione pressoché nulla.

Il componente fondamentale dell’unità PDD è la fonte di luce D-Light C. In modalità di fluorescenza, dopo l’instillazione di un marcatore tumorale è possibile distinguere visivamente il tessuto maligno da quello benigno: stimolate dalla luce del sistema D-LIGHT C, le aree tumorali nella vescica risultano di colore rosso fluorescente. Diventa così più facile riconoscere piccoli tumori papillari e lesioni neoplastiche piane quali le displasie e i carcinomi in situ, che possono annidarsi nelle mucose normali o alterate in modo aspecifico da infiammazioni. Sotto una luce bianca pura è impossibile ottenere una visualizzazione così differenziata, con il rischio che tali reperti precoci passino inosservati.

Già nel 1995 KARL STORZ ha commercializzato il primo sistema per diagnosi fotodinamica. Un sistema PDD è costituito da componenti perfettamente adatti tra loro: la potente fonte di luce D-LIGHT C, speciali sistemi ottici e una telecamera endoscopica particolarmente fotosensibile. Per la PDD è necessario utilizzare marcatori idonei e approvati.

Autofluorescenza (AF)

Caratteristiche particolari:

  • Eccellente qualità delle immagini in entrambe le modalità – tramite moderna tecnologia con videochip CCD e funzione di autofocus integrata
  • Scorrimento ottimale dell’estremità distale – grazie all’estremità di introduzione robusta in materiale di alta qualità
  • Lavoro preciso e amichevole durante l’intervento chirurgico – grazie al design ergonomico dell’impugnatura e al peso ridotto del broncoscopio
  • Commutazione rapida tra modalità a luce bianca e ad autofluorescenza – attivando i tasti di funzione

Il metodo dell’autofluorescenza (AF) permette di distinguere le alterazioni maligne precoci dai tessuti benigni. Tale metodo si basa sull’esistenza di sostanze sottomucosali che, se stimolate dalla luce di una certa lunghezza d’onda, diventano fluorescenti. I reperti patologici si presentano come aree scure su uno sfondo color verde mela (tessuto normale).

Con luce blu e con endoscopi appositamente concepiti è possibile visualizzare durante l’indagine ciò che non è visibile con una luce convenzionale. A tale scopo viene introdotta endoscopicamente nel corpo una luce di particolare composizione spettrale mediante un sistema di conduzione luminosa a dispersione pressoché nulla. Il grande vantaggio di questo sistema è il fatto che non richiede l’impiego di marcatori. Uno dei campi di applicazione consiste nella diagnosi precoce del carcinoma bronchiale.

Il componente principale dell’unità AF KARL STORZ è il sistema di illuminazione D-LIGHT C/AF. In modalità di fluorescenza è possibile distinguere visivamente il tessuto maligno da quello benigno.
I campi di applicazione dell’autofluorescenza sono l’otorinolaringoiatria, la broncoscopia, la laparoscopia e le indicazioni ginecologiche.